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Natura - Riserva Naturale di Onferno
Riserva Naturale di Onferno

La riserva naturale di Onferno, nel comune di Gemmano in provincia di Rimini, venne istituita nel 1991 per preservare un ambiente dal paesaggio vario, dalla ricca vegetazione e con una sviluppata fauna selvatica. Dal punto di vista geologico il territorio si compone di gessi e zone calanchive, l’estrazione di gesso fu una delle principali fonti di sostentamento per il paesino fino agli anni ’50.

Il nome della città, fino agli inizi dell’Ottocento, era Inferno, dal latino infernum, luogo basso e oscuro, per la presenza delle famose grotte, ma venne mutato in Onferno dal vescovo riminese che non volle accettare un territorio con tale denominazione all’interno della sua diocesi.

Grotte, doline, rupi, calanchi e boschi caratterizzano il paesaggio, uno dei luoghi più selvaggi della Romagna, l’area boschiva denominata “Le selve”, si compone di una densa vegetazione composta prevalentemente da roverella, carpino nero e orniello, si incontrano anche l’acero napoletano, il sorbo domestico, il corniolo, il nocciolo, il salice e qualche ailanto e robinia.

Attraverso il bosco si raggiunge una radura da cui si gode un panorama ad ampissimo raggio, aperto sia sulla Valle del Conca, con Sassofeltrio e Montescudo in primo piano e San Marino e Carpegna sullo sfondo fino al promontorio di Gabicce dietro il quale si apre all’infinito l’orizzonte marino della Riviera Adriatica, sia sulla Valle del fiume Foglia con il castello di Tavoleto e in lontananza i Monti Nerone e Catria.La più nota attrazione per i visitatori di Onferno è però la grotta, che si apre sotto lo sperone gessoso dove in epoca medioevale sorgeva il castello di Inferno. L’ingresso corrisponde all’antica Pieve di Santa Colomba, distrutta durante la seconda guerra mondiale e oggi sede del Centro Visite e del Museo Naturalistico Multimediale di Onferno.

Ai visitatori vengono forniti casco e torcia prima di iniziare il percorso che parte da un’altitudine di 290 metri per scendere di 70 metri in profondità, si attraversano canyon, sale di crollo e strettoie e lungo il percorso le guide descrivono i suggestivi ambienti in cui ci si trova, la cascata di calcare, il camino con le “perle di grotta” e i grandi mammelloni della sala Quarina, ammassi di cristallo situati sul soffitto.

La vegetazione interna è legata al clima particolarmente freddo e umido, e contribuisce ad arricchire la biodiversità della Riserva Naturale di Onferno. Il terreno è pavimentato solo in parte, per questo sono raccomandate scarpe comode. L’acqua che scorre in maniera continua sulle pareti di roccia ha scavato cavità e creato concrezioni di sali di calcio dalle forme spettacolari.

Circa 4000 esemplari di pipistrelli, temuti ospiti della grotta, appartengono a sei specie differenti. In particolare, la presenza di miniotteri, specie di pipistrelli in via di estinzione, fa della grotta un centro di studi e di conservazione naturale di estremo valore scientifico e naturalistico.

Grotte di Onferno - Gemmano (RN) - tel. 389 199 1683 - onferno@nottola.org - www.onferno.it
 


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