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Il percorso è diventato un appuntamento classico del ciclismo amatoriale d'inizio stagione. Per i più audaci c'è la possibilità di misurarsi sul tracciato di una Gran Fondo lunga 165 chilometri, per niente facile e con quattro colli da affrontare con le molle. Non è un impegno da sostenere necessariamente con tutta la vis agonistica: si possono anche programmare soste ripetute e, in ogni caso, arrivare fino in fondo sarà una gran bella soddisfazione. Primi strappi a Monte Finocchio Si parte da Cervia, si imbocca la 254 che lambisce le saline e ci si dirige in pianura verso l'interno, attraverso la rotta che passa da Pisignano, Cannuzzo, Matellica e Mensa. A Santa Maria Nuova si devia in direzione Cesena per raggiungere le località di San Vittore e Borello. A Borello, dopo una quarantina di chilometri di percorso, si comincia a sentire aria di salita vera. E così, in pieno territorio forlivese, attraverso Linaro e Ranchio, si dà la scalata al passo della Musella, meglio conosciuto come Monte Finocchio. Niente di terribile, ma la salita per arrivare ai 644 metri del passo è continua e piuttosto lunga. Ed è solo la prima e bisogna dosare bene le forze. Sarsina plautina Molto impegnativi sono i sette chilometri di discesa con i quali si piomba a Sarsina, la città natale di Tito Maccio Plauto (250 a.C.), il più grande commediografo latino. Da Sarsina la discesa prosegue, anche se meno impetuosa, fino a Mercato Saraceno. |
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Approccio duro per Montevecchio Attraversato Ponte Giorgi, quando sono passati circa 80 chilometri dalla partenza, si dà inizio alla seconda asperità della giornata, quella che conduce a Montevecchio. I primi chilometri sono terribili, al 14-15% di pendenza, poi l'erta si fa più clemente. Arrivati ai 324 metri di Montevecchio si devia per Oriola e si continua a salire fino a 400 metri. Bella e gratificante la discesa verso San Carlo, presso cui si passano i 100 chilometri di tracciato. Ne mancano altri 65, con due bei colli ancora da affrontare. Il primo, Monte Cavallo, si assaggia subito, passando per Borello. Si arriva fino al 14% di pendenza e a questo punto, con le due salite già percorse sulle gambe, è un'impresa restare in sella. Per fortuna la salita non è proprio di quelle lunghissime. Dalla vetta si scende per Teodorano e Meldola, ma non c'è tregua. Subito dopo Fratta Terme si inizia a salire per Polenta. Immersione nella quiete di Polenta È l'ultima asperità della giornata: chi vuole ne può evitare la parte più dura deviando subito per Bertinoro; chi invece vuole distruggersi fino in fondo è destinato a sorbirsi lunghi tratti al 17%. Un vero e proprio muro. Ma ne vale la pena, tutto il territorio, immerso in una quiete proverbiale, trasuda storia e mistero. La chiesa di Polenta, forse del X secolo, è una delle più antiche del territorio forlivese e Carducci, che amava frequentare la pace di questi posti, le ha dedicato versi famosi. Da Polenta si costeggia Bertinoro e si piomba verso il mare, facendo a ritroso l'itinerario di partenza, che passa per Santa Maria Nuova, Cannuzzo, Pisignano e arriva alle Saline di Cervia. Per partecipare alla Gran Fondo del Sale tel. 0544 974395. |
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