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Il vino dei colli di Rimini
Sono antichissime le origini della viticoltura nel Riminese, lo testimonia la vasta documentazione storica ricca di informazioni sulle tecniche e gli strumenti di vinificazione usati nel corso dei secoli. Ancora oggi, dalla costa Adriatica sino alle colline delle vallate del Marecchia e del Conca, continua la produzione di ottimi vini, che sono l'espressione del patrimonio viticolo autoctono. Dalle uve coltivate in quest'area nascono i Doc Colli di Rimini: Bianco, Rosso, Biancame, Cabernet Sauvignon e Rebola.
Fra le uve a bacca rossa indubbiamente è il Sangiovese ad occupare un posto di primo piano, perché consente di ottenere in purezza ottimi vini fruttati e idonei all'invecchiamento, ma anche perché viene utilizzato congiuntamente con il Cabernet Sauvignon, capace di migliorarne i caratteri e, in misura più limitata, con uve di antichi vitigni come il Verucchiese e il Marzabino. Tra i vitigni con uva a bacca bianca troviamo il tradizionale Trebbiano Romagnolo, la Rebola e il Bombino Bianco (noto come Pagadebit), le cui vinificazioni avvengono sia in purezza che insieme ad altri vitigni come lo Chardonnay e il Sauvignon.
A tavola, i matrimoni sono molto interessanti, i rossi si sposano bene con le carni alla griglia, i salumi, le tagliatelle al ragù, il formaggio di fossa; i bianchi hanno un debole per i piatti di mare, i passatelli in brodo, le piade. Unioni di grande gusto, in una terra dove tutto parla di arte, anche l'enogastronomia. Dedicata al Maestro un'etichetta dei Colli di Rimini: I Felliniani, applicata ad una selezione dei migliori vini Doc; un'altra etichetta da tenere d'occhio è Castel Sismondo. |
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L'olio delle colline di Romagna
Le prime tracce sulla coltivazione dell'olivo nel Riminese risalgono all'età Villanoviana e, a partire dal Medioevo fino all'inizio del ‘900, si moltiplicano le fonti archivistiche, ecclesiastiche e notarili che attestano l'importanza dell'olio d'oliva nell'economia della zona. Anche i Malatesta ne conservavano ingenti scorte in ogni castello e numerosi erano i mulini da olio nei domini della Signoria. Sono passati moltissimi secoli, ma a tutt'oggi, vite e ulivo rappresentano i caratteri distintivi del paesaggio rurale e un impulso notevole all'economia.
Colline di Romagna, che per le sue qualità ha ottenuto il riconoscimento Dop, è l'olio extravergine che viene prodotto nei territori collinari della provincia di Rimini. La produzione deriva principalmente dalla varietà Correggiolo, la più diffusa sul territorio, che imprime caratteristiche di tipicità e di pregio all'olio, che presenta note aromatiche di foglia fresca e mandorla verde, e ne fa prediligere l'uso su piatti di una certa consistenza, come grigliate di carne, insalatine selvatiche, verdure bollite, legumi e primi piatti. Nella tradizione gastronomica locale lo ritroviamo non solo nei primi piatti e nelle pietanze, ma anche nella preparazione di antichi dolci, come il "miacetto" e il "bustrengo". Oltre all'olio, anche le olive vengono utilizzate con maestria in cucina: in padella con le salsicce per il piacere del palato, oppure marinate con quel buon profumo di aglio, finocchio selvatico, scorza di arancia. Nei frantoi, presso i quali è possibile acquistare l'extravergine, l'attività di molitura delle olive si svolge da fine ottobre a metà dicembre. Numerose le iniziative per la valorizzazione dell'olio di oliva locale, tra cui Frantoi Aperti nel mese di Novembre per scoprire tutti i segreti della spremitura fatta secondo metodi naturali che rende l'olio inimitabile. |
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